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Il Mal di Montagna: cosa è, cause e sintomi

In questo periodo si avvicinano le feste natalizie, periodo di vacanza per tanti e anche per i ragazzi che possono rilassarsi dalle fatiche scolastiche. Classica la settimana bianca, a sciare sulle piste innevate ma se si va a praticare lo sci a quote elevate conviene non sottovalutare il rischio derivante dal mal di montagna.

Cosa è il Mal di Montagna

Non si tratta di una malattia classicamente intesa, in quanto non sono coinvolti né virus né batteri e nemmeno altri agenti patogeni, e ancora, non si riscontrano nell’origine di questo problema alterazioni funzionali dell’organismo generate dallo stesso.

Il mal di montagna è la reazione dell’organismo alle condizioni fisiche caratteristiche della quota, a causa delle quali la persona può presentare diversi disturbi che possono arrivare anche ad alti livelli di gravità.

Il mal di montagna è anche definito in ambito medico come “malattia da altitudine” e insorge a quote superiori a 2000 metri ma non in tutte le persone. Parliamo, quindi, di un problema che può insorgere potenzialmente in tutti gli sciatori che praticano la montagna oltre tale quota.

Perché insorge il mal di montagna

La Terra è circondata da una miscela di gas in cui il più importante per l’organismo è l’Ossigeno. L’atmosfera, lo strato gassoso che circonda tutto il pianeta si assottiglia salendo di quota, riducendo il proprio peso e conseguentemente la pressione atmosferica.

Il calo della pressione dell’atmosfera fa sì che la pressione arteriosa si incrementi, sotto il minore antagonismo della pressione dell’aria, generando un’ipertensione che a quote più basse non si verifica.

Allo stesso modo, con la rarefazione dell’aria conseguente all’aumento di quota, si riduce anche la quantità di ossigeno necessario al funzionamento dell’organismo, in primis del cervello che è il primo e principale organo a patirne.

Il decremento dell’ossigeno nell’aria, quindi, provoca un deficit di ossigenazione dei tessuti e questa carenza ne provoca il malfunzionamento con l’insorgenza dei sintomi caratteristici dell’ipossia.

I sintomi del mal di montagna

I sintomi di questa malattia sono riferibili, come si può ben comprendere a questo punto, al ridotto livello d’ossigeno circolante con il sangue e all’aumento della pressione arteriosa e si riconducono ad un cattivo funzionamento dei muscoli, grandi consumatori di ossigeno e al malfunzionamento dei tessuti dell’organismo in generale, soprattutto del cervello che a sua volta necessita di grandi quantità di ossigeno per il suo funzionamento.

Possiamo andare a definire i sintomi come segue:

  • Mal di testa
  • Severo affaticamento e senso di grande stanchezza anche senza notevoli sforzi
  • Tosse e difficoltà respiratorie
  • Nausea e vomito
  • Perdita di coscienza e anche coma nei casi più gravi

Decisamente più soggetti al mal di montagna sono le persone con problemi cardiaci e di altre patologie soprattutto a carico dell’apparato respiratorio e neurologiche.

Cosa fare in caso di mal di montagna

I primi segni in assoluto sono il mal di testa cui si accompagnano spesso anche capogiri e un gran senso di stanchezza ingiustificabile diversamente.

Il primo provvedimento in assoluto, appena si ravvisano questi segni è scendere il più velocemente possibile a quote inferiori.

Mai restare da soli, cercare sempre un appoggio, chiedere aiuto, anche perché la perdita di piena lucidità potrebbe provocare l’esposizione a pericoli diversamente ben identificabili sulle piste o comunque sui sentieri se questo capita d’estate.

La Prevenzione

Le persone che già sono consapevoli di avere delle patologie respiratorie, cardiache e neurologiche dovrebbero consultare il medico prima di recarsi in località di altezza superiore ai 2000 metri.

I bambini fino ad un anno di età non dovrebbero mai essere portati a quote superiori a 1500 metri; in ogni caso un atto di prevenzione è consentire al proprio organismo l’adattamento alla quota prima di recarsi a quote ancora superiori. La gradualità è importante per evitare il mal di montagna.

Una salita rapida, come è ad esempio quella con i mezzi di risalita che in pochi minuti portano a quote importanti, è un elemento che può favorire l’insorgenza del mal di montagna.

Conseguenze

La discesa più veloce possibile a quote inferiori risolve da sola il mal di montagna che non lascia alcuna conseguenza.

Conseguenze sono invece possibili se si trascurano i sintomi e si lascia che l’ipossia possa combinare guai al funzionamento del cervello, con possibili conseguenze anche gravi che potrebbero anche avere caratteri di deficit neurologici permanenti.

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